Estate 2025 – Biodinamica, oltre il biologico

Ciao,

È dal 2008 che qui a Marabino lavoriamo in biodinamica. Ma cosa vuol dire, esattamente? Più e più volte mi sono reso conto di quanta confusione ci sia intorno a questo termine così dibattuto, da qui l’idea di provare a fare un po’ di chiarezza.

Si tratta di una pratica agricola che esiste da più di cento anni, pensata da Rudolf Steiner, filosofo e scienziato che sviluppò l’antroposofia come scienza dello spirito. Steiner teorizzò le basi dell’agricoltura biodinamica nel 1924 durante un ciclo di conferenze in risposta alle preoccupazioni di un gruppo di agricoltori che temevano le conseguenze nefaste della fertilizzazione chimica. L’agricoltura biodinamica non si limita a favorire la crescita delle piante secondo il principio del rendimento, per trarre dalla loro coltivazione cioè solo guadagno, ma va oltre perché tiene alla salute della Terra, tentando di ridare vita ai terreni per riportarli alla loro salute originale.

Attraverso una visione allargata degli avvenimenti della natura, si formano “organismi agricoli” in cui la terra, le piante e gli animali possano vivere in equilibrio, favorendosi l’un l’altro e diventando insieme un fattore di guarigione per il paesaggio. Questi organismi sono le aziende biodinamiche. Nella pratica, l’agricoltore biodinamico utilizza strumenti e preparati a base di sostanze animali, vegetali e minerali in dosi omeopatiche per accumulare le forze cosmiche della terra e dare uno stimolo alla vita delle piante. Questo significa fare attenzione alle fasi lunari e ai movimenti dei pianeti, alla luce solare e lunare, forze che provengono dall’universo di origine magnetico/gravitazionale che influenzano positivamente la crescita delle piante e la fertilità dei suoli. Per rendere tangibile queste forze faccio spesso riferimento alla capacità della luna di influenzare le maree in quanto forza gravitazionale attrattiva, lo stesso avviene in maniera simile nei confronti dei flussi linfatici delle piante. Ogni preparato biodinamico nasce da elementi presenti in natura, con effetti precisi che mirano a migliorare la salute delle piante. Quando arrivai in azienda nel 2008 cercai di introdurre il personale alla biodinamica, parlando con i vignaioli più anziani scoprii di come in passato si teneva sempre conto dei ritmi lunari per le semine e per le potature. Li convinsi a tornare a queste pratiche agricole, utilizzando il calendario lunario e planetario secondo il metodo biodinamico.

A proposito, nelle prossime newsletter mi piacerebbe scrivere ogni volta un breve approfondimento su principali preparati e sulle pratiche più diffuse, qui a Marabino così familiari. 

L’uso del calendario, per esempio, tiene conto dei ritmi lunari e di quelli planetari, elementi che influiscono su tutti noi. Non è sempre facile applicarlo con precisione tuttavia cerchiamo di rispettare queste “finestre” il più possibile, soprattutto nelle lavorazioni di potatura, semina e trinciatura dei sovesci. La nostra azienda si integra nel paesaggio tra uliveti, frutteti, siepi, piante aromatiche, piccoli animali, sovesci e orto, garantendo così una maggiore biodiversità su tutta la superficie aziendale. L’impianto fotovoltaico ci rende autonomi da un punto di vista energetico, e tutta l’acqua utilizzata in cantina ritorna in natura, filtrata e depurata attraverso l’impianto di fitodepurazione delle acque. 

Ma cosa significa esattamente essere un’azienda agricola sostenibile? L’agricoltura biologica, che fortunatamente sta guadagnando sempre più terreno, rappresenta un passo importante verso una produzione agricola più sostenibile e rispettosa dell’ambiente. Tuttavia, è importante riconoscere che anche all’interno di questo approccio, esistono sfumature e differenze significative. Spesso, l’agricoltura biologica si limita a sostituire i prodotti chimici sintetici con alternative naturali, senza necessariamente mettere in discussione i modelli di produzione intensiva e di sfruttamento delle risorse. In questo senso, la condizione biologica può diventare un metodo che consente colture intensive e un buon sfruttamento delle aree, basate sul principio della protezione integrata delle piante.

Qui sorge un conflitto fondamentale: da un lato, ci sono gli interessi biologici, che mirano a promuovere la salute del suolo, delle piante e degli ecosistemi; dall’altro, ci sono gli interessi economici, che spesso si focalizzano sulla produttività e il profitto a breve termine. Questo conflitto può portare a compromessi che indeboliscono la vera essenza dell’agricoltura biologica. Ad esempio, alcune aziende agricole biologiche possono utilizzare pratiche intensive che, sebbene non utilizzino prodotti chimici sintetici, possono comunque avere impatti negativi sull’ambiente e sulla biodiversità. Per superare questo limite, è necessario adottare un approccio più olistico e sostenibile, che consideri non solo la salute delle piante e degli animali, ma anche la salute dell’ecosistema nel suo complesso. 

La nostra filosofia è quella di creare un organismo unico che genera vita, dove la terra, le piante e gli animali possano vivere in equilibrio e armonia. Ecco perché la biodinamica non è solo un metodo agricolo, ma un modo di pensare e di vivere in sintonia con la natura. La biodinamica contribuisce a creare un sistema alimentare più sostenibile e rispettoso dell’ambiente, e noi siamo orgogliosi di essere parte di questo percorso.

A presto,
Pierpaolo Messina